mercoledì 30 ottobre 2013

La super stangata Irpef. Tasse, Roma in testa


ella riunione a Palazzo Chigi è stato approvato un decreto legge che tra le altre cose contiene la risposta all'appello lanciato dal Sindaco Ignazio Marino a Enrico Letta: il mostruoso buco nel bilancio sarà dimezzato. Un po' di finanza creativa per i debiti del Campidoglio arrivati a sfondare quota 800 milioni e che saranno spalmati grazie alla “bad company” creata 5 anni fa e guidata ora dal commissario governativo Massimo Varazzani: circa 400 milioni di euro andranno a confluire nello debito commissariale, mentre un po' di crediti faranno il percorso inverso. Quello che manca per riempire il buco però dovranno metterlo i cittadini, ovvero più tasse. La creatività si infrange infatti con la realtà dei conti e la soluzione è quella più temuta con l'innalzamento dell'addizionale Irpef.
I romani devono già fare i conto con l'imposta sul reddito delle persone fisiche più alta d'Italia. Mentre altrove i comuni non possono alzare la tassazione oltre lo 0,8% nella capitale l'addizionale è già allo 0,9, ma con il decreto di ieri sera il Governo ha concesso alla giunta capitolina un ulteriore aumento di 3 decimi portandola alla percentuale record dell'1,2%. Per il 2014 ci si troverà a pagare le imposte comunali più onerose d'Italia, senza aver per questo migliori servizi: già oggi lo 0,4% viene incamerato dallo Stato per coprire i vecchi debiti, mentre l'extra gettito sarà usato per tentare di chiudere il buco.
Un piccolo contentino dal ministero dell'ambiente che ha stanziato 28 milioni e mezzo di euro per intensificare la raccolta differenziata, ma la pillola è comunque amare per il Sindaco Ignazio Marino che prova a spegnere le polemiche: “Farò il possibile per evitare l'aumento delle tasse”, ma con una voragine che sfiora i 900 milioni sembra una missione impossibile.

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