martedì 5 febbraio 2013

Scuola e disabilità: l'allarme dell'Istat



Sono in aumento gli alunni disabili nelle scuole italiane. Si tratta di 145mila alunni pari al 3,1% del totale. Sempre poche le ore di sostegno.

05/02/2013
Gli alunni con disabilità sono in aumento nelle scuole italiane. E’ quanto rileva l'Istat nella sua indagine riferita all'anno scolastico 2011-2012 effettuata nelle scuole primarie e secondarie di I grado. Risultano 145mila gli alunni disabili (il 3,1% del totale), di cui circa 81 mila nella scuola primaria (pari al 2,9% del totale) e poco più di 63mila nella scuola secondaria di primo grado (il 3,5% del totale).

La Provincia autonoma di Bolzano ha la percentuale più alta(5,2% nella scuola primaria e 9,2% in quella secondaria), mentre la minore si registra in Basilicata (2,0% nella scuola primaria e 2,4% in quella secondaria). Nell’anno scolastico precedente erano 139mila gli alunni con disabilità (il 3,0% del totale degli alunni), di cui circa 78mila nella scuola primaria (pari al 2,8% del totale degli alunni) e poco più di 61mila nella scuola secondaria di primo grado (il 3,4% del totale). In totale, dunque, 6.000 alunni in più nell’ultimo anno.

Il 60% degli alunni affetti da disabilità è di sesso maschile, con una età media di 9,8 anni per gli alunni iscritti nella scuola primaria e di 13,6 anni per quelli che frequentano la scuola secondaria di primo grado. Per quanto riguarda la tipologia delle disabilità, i disturbi più comuni sono quelli dell’apprendimento e dell’attenzione. Circa  il 36,3% dei ragazzi nella scuola primaria e il 42,9% di quelli della scuola secondaria sono affetti da ritardo mentale. Nella scuola primaria si registrano anche disturbi dell’attenzione, del linguaggio e dell’apprendimento, che riguardano rispettivamente il 27,0%, 24,7% e il 20,1% degli alunni con disabilità. 

Una differenza territoriale segna le scuole del sud e del centro nord: mentre al sud il 31,6% degli alunni disabili della scuola primaria haalmeno tre disturbi contemporaneamente, al centro la percentuale scende al 24,4% e al nord al 22,5%. Nel 2012, l'Istat, in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca e il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, ha voluto indagare l’integrazione nelle scuole di questi alunni con disabilità. Le informazioni sono state raccolte  da 23.222 scuole, pari all'88% degli istituti primari e secondari di primo grado oggetto dell’indagine.

Nelle scuole primarie, il 19,8% degli alunni con disabilità non è autonomo in almeno una delle attività indagate (autonomia nel mangiare, nello spostarsi e nell’andare in bagno), mentre il 7,8% non lo è in tutte e tre le attività. Nelle superiori di primo grado le percentuali sono del 14,5% e del 5,4%. Secondo i dati MIUR, gli insegnanti di sostegno sono poco più di 65mila. In entrambi gli ordini scolastici, essi svolgono attività di tipo didattico con l’80% degli alunni disabili ma c’è anche una modesta quota con cui l’insegnante di sostegno svolge prevalentemente attività di tipo assistenziale. 









(Fonte: Famiglia Cristiana)

Politica. Sondaggio Datamonitor: prosegue l’ascesa del centrodestra



 Prosegue a ritmi serrati la rimonta del Centrodestra in vista delle prassime elezioni politiche di fine mese.  L’ultimo sondaggio Datamonitor, pubblicato da Affari, vede una flessione del Pd che scende sotto il 30%. In calo anche Sinistra Ecologia Libertà di Vendola, fermo al 4%. Cresce il Pdl al 19%, mentre la Lega Nord arretra leggermente, dal 5,5% al 5,2%. Non si ferma la perdita di voti dell’Udc che crolla al 3,5%, sale invece di mezzo punto la lista civica di Monti. Il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo, in continua ascesa, arriva al 14%.

lunedì 4 febbraio 2013

4 Febbraio: auguri a Natalie Imbruglia


Natalie Jane Imbruglia (Sydney4 febbraio 1975) è una cantantecompositrice e attrice australiana di origine italiana.

Figlia di Elliot Imbruglia emigrante di Lipari e di Maxene Anderson, australiana, Natalie Imbruglia nasce a Sydney e cresce a Berkeley Vale. A cinque anni prende lezioni di danza jazz e, in seguito di tip tap e di balletto. A sedici anni abbandona la scuola e si trasferisce a Sydney alla ricerca di un modo per emergere nel campo dello spettacolo.Il suo esordio fu come testimonial pubblicitario di una gomma da masticare giapponese. A 17 anni acquistò una certa notorietà come interprete di una soap opera molto famosa in Australia, Neighbours (in cui appaiono anche Kylie Minogue e Holly Valance). Il suo doveva essere un ruolo secondario, tanto che venne scritturata solo per due settimane. Il successo del personaggio fu però tale che gli autori decisero di darle un ruolo ben più rilevante. Fu un periodo piuttosto buono per Natalie che, tuttavia, dimostrò di non apprezzare molto la vita che stava conducendo, dichiarando in seguito: "Sono grata a quanti mi hanno consentito di fare l'attrice. Ho conosciuto tanta gente, ho potuto guadagnare molto e comprarmi i vestiti alla moda. Ma presto quel tipo di fama ha perduto il suo fascino. Due anni di quella vita e non mi riconoscevo più, ero diventata acida."Si trasferisce così a Londra dove deve ricominciare da zero. Le cose non vanno bene al punto che spesso diventa un problema anche trovare i soldi per l'affitto. Nel frattempo ha iniziato a scrivere canzoni e, come obiettivo, si prefigge di non restare nella capitale inglese. Viene in seguito notata da una major musicale. Come provino le fanno cantare la canzone Torn, che in seguito sarà il suo primo successo al seguito del quale sottoscriverà un contratto con la compagnia.

Così nel 1997 incise il suo primo album, Left of the Middle che le valse svariati premi. Venne nominata anche a 3 Grammy Award ma senza vittorie. Il disco riscosse un ottimo successo mondiale e perfino negli Stati Uniti dove entrò in top 10 e vinse 2 dischi di platino. A livello mondiale il disco ha superato gli 8 milioni di copie. Il singolo di lancio fu Torn che in breve divenne una hit planetaria, raggiunse il secondo posto in Gran Bretagna, mentre negli USA rimase il singolo più suonato dalle radio per ben undici settimane consecutive. Ancora oggi è ricordata come una delle canzoni simbolo degli anni novanta. Vennero estratti altri singoli, Big MistakeWishing I Was There e Smoke che ottennero un discreto successo, ma non paragonabile a Torn. Nel frattempo Imbruglia preparava il secondo album, ma prima della sua pubblicazione collaborò ad alcune canzoni, ossia le colonne sonore di Stigmate, con la canzone Identify (scritta da Billy Corgan degliSmashing Pumpkins, uscì come singolo ed ebbe anche un videoclip) e Go, incise una canzone per beneficenza (It's Only Rock and Roll) e collaborò all'album Reload di Tom Jones.


Nel 2001 uscì il suo secondo album,
 White Lilies Island. In esso si ritrovano tematiche improntate maggiormente alla serietà rispetto alla spensieratezza iniziale. Il disco non raggiunse buoni risultati, specie negli USA, White Lilies Island riuscì comunque a vendere 2 milioni di copie. I singoli estratti dall'album furono That Day, Wrong Impression e Beauty On the Fire. I primi due singoli ottennero discreti riscontri in Gran Bretagna (ma non negli USA), mentre il terzo passò quasi inosservato. Anche il look è nel frattempo cambiato molto. Nello stesso anno lavora per la colonna sonora del film Y tu mamá también (2001), mentre nel 2002 per Mr. Deeds (2002). Sempre nel 2002 diventa uno dei volti di L'Oreal.2001 - White Lilies Island :

Dopo la sua prima esperienza nella soap opera Neighbours, la Imbruglia riesce ad avere nel 2003 una parte nel film di Peter HowittJohnny English e a riscuotere anche un discreto successo come attrice. Il film ricco di divertimento ed effetti speciali comprende un cast sorprendente, tra cui troviamoRowan Atkinson e John Malkovich.

2004/2007 - Counting Down the Days e Glorious [modifica]

Per il terzo capitolo discografico bisognerà aspettare altri 4 anni, con Counting Down the Days, del 2005. L'album si rivela organico e dall'ascolto piacevole, caratterizzato dall'alternanza di ballate e pezzi pop/rock. Vengono estratti soltanto due singoli Shiver (che divenne il suo maggior successo dai tempi di Torn) e Counting Down the Days (che invece passò quasi inosservato). Nello stesso anno la Imbruglia partirà con un tour per promuovere l'album. Il disco ottenne un buon successo in Europa, ma non in Australia (dove non riuscì ad entrare in top 10) e negli USA, dove non venne nemmeno pubblicato. Ad oggi Counting Down the Days ha venduto 2 milioni di copie in tutto il mondo, ha raggiunto la numero 1 in Gran Bretagna e risultò uno dei 100 album più venduti del 2005.
Nel 2006 la Imbruglia è impegnata diversamente con "Il Fondo dell'ONU per i Popoli" (UNFPA) per aiutare la ricerca sulla fistola. Nelle diverse interviste ha tranquillizzato i fan informandoli che sarebbe tornata a pubblicare album e, se il caso, dei film come attrice.
Il suo nuovo singolo Glorious, presentato in anteprima alle Finali di Verona del Festivalbar, vince il premio "Speciale". Il singolo riscuote un successo mediocre, nonostante arrivi a posizioni di un certo rilievo (n.23 nella classifica inglese e n.13 nella classifica mondiale).
Il 10 settembre 2007 esce la sua prima raccolta, Glorious: The Singles 1997-2007. La raccolta non ottiene grande successo soprattutto a causa della scarsa promozione, dovuta al fatto che la cantante nello stesso periodo stava preparando il divorzio dal marito.
Il 10 novembre 2007 esce nelle sale italiane il film d'animazione Winx, il segreto del regno perduto di Iginio Straffi con protagoniste le famose fatine ormai celebri anche nel mondo. Natalie accetta di scrivere e cantare il tema principale per il film, All the Magic. La canzone viene poi inserita nella colonna sonora originale della pellicola pubblicata da Epic Sony.

Vita privata : alla vigilia del 2003, Imbruglia ed il suo fidanzato da tre anni, il cantante dei Silverchair Daniel Johns, si sono sposati con una cerimonia sulla spiaggia in Australia. I due hanno vissuto insieme a Windsor, Berkshire, Regno Unito, su un'isola chiamata "White Lilies" che in seguito è diventato il nome del suo secondo album, ed a Newcastle, Australia. Il 4 gennaio, 2008, Imbruglia e Johns hanno annunciato pubblicamente il loro divorzio, citando la distanza come causa principale della rottura.




Antonio Socci: LA MODERNA OSSESSIONE PER IL SESSO DIMOSTRA CHE L’ANIMA ESISTE



Dopo “Cinquanta sfumature di grigio”, l’industria editoriale sforna i prodotti letterari che sulle ali dell’eros ambiscono a volare fino alla vetta della classifica dei best-seller. Ultimo della serie “La sposa nuda” di Nikki Gemmell.
Il sesso parlato, immaginato, guardato, venduto, comprato, praticato, modulato in mille varianti – diventato ossessione di massa e, con la rete, prodotto di vasto consumo – sembra sia l’unica rivoluzione vera scaturita dal ’68 “desiderante”.

DEREGULATION

Antonio Scurati – in un recente articolo sulla “Stampa” – lo nega. A suo giudizio “l’unica vera rivoluzione” del dopoguerra “è stata quella liberista degli Anni 80”. Che definisce “una rivoluzione di destra”.
Ma in realtà tutte vanno sotto l’insegna della totale deregolamentazione: della finanza e della scienza, della vita e dei commerci, come dei rapporti sessuali, affettivi e addirittura delle identità sessuali.
Tale deregolamentazione si sottrae beffardamente alle categorie “destra” e “sinistra”, come la grande bolla finanziaria si sottrae ai confini degli stati, ai partiti, ai governi. E li domina.
Pertanto la marxistissima generazione del ’68 ha dato un decisivo contributo alla più capitalistica e borghese delle rivoluzioni, erigendo il desiderio a pretesa assoluta e così spianando la strada a un’industria della sessualità e del suo immaginario che rende merce i rapporti affettivi e pure i corpi.
E’ la felicità promessa? A leggere oggi i commenti (e già quelli di ieri, Pasolini, Foucault) pare semmai infelicità. La famosa e celebrata liberazione sessuale del Novecento si è risolta in realtà in una nuova alienazione, in una servitù volontaria di massa e in una pratica di controllo dei corpi e delle menti fra le più pervasive.

LA DISFATTA

Anche Scurati, a cui non manca l’acutezza dello sguardo, osserva: “di tutte le rivoluzioni mancate – o fallite – dalla sinistra sedicente rivoluzionaria, la rivoluzione sessuale è stata la più fallimentare. Sul terreno ha lasciato quasi solo rovine”, in particolare “la mastodontica mole sociale della frustrazione sessuale” che “è vasta come un’intera città ipogea…”.
Un nuovo saggio di Zygmunt Bauman, “Gli usi postmoderni del sesso” (Il Mulino) cerca di tirare le somme anche teoriche di un “discorso sul sesso” che ha accompagnato, giustificato e orientato questa rivoluzione postmoderna.
E le parole filosofiche di questa rivoluzione (un po’ come i prodotti derivati, nel mercato finanziario) sono innumerevoli, tanti i pensatori, da Lyotard a Sartre, a Bataille, dall’ “erotismo aristocratico e noiosissimo di Sade al Marcuse di ‘Eros e civiltà’ ”, che, secondo un pungente Maurizio Ferraris, avrebbe fornito la teorizzazione di ciò che un suo antico maestro “si era limitato a praticare con le studentesse”.
Così pure il discorso filosofico sul sesso rischia di finire nel salotto impertinente del pettegolezzo, dove già naviga la sua versione popolare.
Dunque tiriamo le somme di questa rivoluzione sessuale. Curiosamente la letteratura che riflette sul fenomeno, celebra la distruzione nell’ignominia della vecchia morale sessuale giudaico-cristiana, considerata repressiva, sessuofoba e arretrata.
Ma al tempo stesso lamenta che così si è prodotta una devastazione dell’umano, definitivamente mercificato fra i prodotti di rapido consumo.
Quasi coatto. Com’è peraltro il comandamento della “forma fisica”, requisito dovuto per “stare sul mercato” dei corpi. Culto estetico alla cui bisogna provvede un’ulteriore colossale industria.
Con intelligenza (e amarezza) Scurati scrive: “ci siamo spinti troppo oltre. Abbiamo eretto ovunque templi votivi alle divinità acefale del sesso… In società non si parla d’altro… L’aspettativa è enorme, il culto fervente, la pratica ovunque. Dalla copula tra i corpi degli amanti ci attendiamo rivelazioni sconvolgenti, dalla compenetrazione tra gli organi sessuali ci attendiamo l’illuminazione riguardo al senso delle nostre vite. C’è bisogno di aggiungere che rimarremo delusi?”.

RIVELAZIONI

Ma se invece questo groviglio di carni ci folgorasse proprio con una rivelazione su di noi?
Se addirittura, queste povere membra esauste di consumo reciproco, ci parlassero delle anime che dentro i corpi straripano alla ricerca di Dio, sbattendo in ogni modo le carni per il desiderio di qualcosa che esse non possono dare, cioè colui che Dante chiamava “il Sommo Piacere”?
C’è una “cultura del piagnisteo” che dopo aver giustificato la rivoluzione sessuale, ne lamenta gli esiti. E anche nei suoi rappresentanti più lucidi come Bauman sembra non vederne la teologia.
Io che professo tutti gli insegnamenti morali della Chiesa cattolica, che li ritengo anzi liberanti e pieni di sapienza, e che sento come una violenza psicologica e spirituale, soprattutto per i più giovani, questa sessuomania dilagante, questa aggressione pornografica onnipresente, voglio dire che anche la cosiddetta rivoluzione sessuale ci parla dell’inestirpabile desiderio di Dio. E della sua mancanza. Del doloroso vuoto di Lui che ci risucchia nel suo gorgo, anche attraverso la carne.

CARNE MISTICA

Lo mostra luminosamente Fabrice Hadjadj, un giovane filosofo francese, ebreo d’origine, un intellettuale che fu ateo anarchico e che ha abbracciato il cattolicesimo: ha scritto in proposito pagine rivelatrici, in “Mistica della carne. La profondità dei sessi” (Medusa).
E’ uno sguardo cattolico il solo capace di dare una lettura più profonda (e misericordiosa) del pover’uomo postmoderno “malato” di sesso.
Mi è capitato di scrivere, in un mio libro recente, che il moralista che c’è in tutti è portato a qualificare come “bestiali” le moderne ossessioni sessuali. Del resto nel linguaggio comune è alle metafore animali che si ricorre (il porco, il maiale…). Eppure è vero il contrario.
Solo gli esseri umani hanno l’ossessione del sesso. Gli animali no. Perché tale ossessione non viene dalla natura biologica, ma dalla mente. Non è un desiderio dei corpi, ma delle anime.
E’ l’anima che ha un desiderio infinito e straripa dentro un corpo limitatissimo e incapace di soddisfarla.
Questa pornomania di massa è la prova dell’esistenza dell’anima. Non sono i desideri della carne che esplodono nell’ossessione sessuale planetaria, ma il desiderio dell’anima a cui il corpo non riesce a star dietro, anche se l’immaginazione s’inventa mille varianti e mille avventure (che inevitabilmente risultano presto noiose e ripetitive).
I desideri dei corpi, per loro natura, sono sempre limitati ed effimeri, come insegna l’osservazione degli animali. Sono istinti che, appena soddisfatti, finiscono. Il sesso moderno invece è sempre inappagato.
Perché abbiamo dimenticato di essere fatti per l’estasi e non c’è cosa in terra che soddisfi questo desiderio. I padri della Chiesa la chiamano “divinizzazione”, Dante scrive che siamo nati “per indiarsi”.
Così mancando l’estasi ci ubriachiamo con il suo surrogato, l’ebbrezza. Della carne, ma anche di altro (potere, alcol o magari cocaina).
Tutte cose che creano dipendenza (e quindi possono produrre grandi affari). In fondo aveva già detto tutto Baudelaire. Il quale ebbe potente la nostalgia dell’estasi, della “visio Dei”. E non solo lui.

ON THE ROAD

Quando chiesero a Jack Kerouac cosa stava cercando la “beat generation”, egli rispose: “Dio. Voglio che Dio mi mostri il suo volto”. In un appunto del 1949 scriveva: “la vita non è abbastanza, qui sulla terra non c’è abbastanza da desiderare”.
Un giorno tornò nella chiesa della sua infanzia, a Lowell, e commosso, in quella bellezza, “ebbi la visione di che cosa avevo voluto dire veramente con la parola ‘Beat’… significava beato…”.
Questo simbolo della rivolta generazionale del dopoguerra esprimeva così “il desiderio di andarsene, fuori da questo mondo… ‘in alto’, in estasi, salvi, come se le visioni dei santi claustrali di Chartres e Clairvaux tornassero…”.
Per questo nell’ultima intervista al New York Times fu lapidario: “I’m not a beatnik. I’m a Catholic”.

Antonio Socci
Da “Libero”, 3 febbraio 2013
Vedi facebook: “Antonio Socci pagina ufficiale”

Facebook: lamentele dalla RETE


Dalla Rete abbiamo scovato quest'interessante presa di posizione su facebook. Cosa ne pensate?

Dimmi come ti chiami, che ti cerco su Facebook. Se non hai Facebook non sei nessuno. Tutte belle le donne su Facebook, tutte sexy, ma anche profonde. Tutti maschi gli uomini su Facebook, intraprendenti, e intelligenti. Tutti con la famiglia Mulino Bianco, tutte grandi storie d’amore, tutte vite straordinarie, tutti simpatici, tutti saggi su Facebook. Ho tanti amici su Facebook, tanti “mi piace” sulle mie foto, taggo e vengo taggato. Non esco. Perché devo uscire? Fuori è brutto. Fuori ci sono donne brutte, quelle belle son noiose. Fuori gli uomini non riescono a chiederti neanche il numero di telefono, e fuori a cena il mio ragazzo non mi ci porta. Fuori devo parlare, non ho tempo per pensare, possono scoprire che non so far ridere, che non ho un’idea mia. Fuori gli amici son di meno e meno simpatici.

Per Emmanuel Lévinas l’incontro con il volto di un altro essere umano è evento privilegiato, fondante, e totalizzante. In questo straordinario incontro sono fortemente sentiti sia l’intima prossimità che l’incommensurabile distanza dell’altra persona. Trovarsi dinanzi un altro sé, che però è altro da sé, e che, in quanto tale, esige identificazione e rispetto, è anche nondimeno definizione di sé. Si è se stessi solo grazie all’altro da sé, un altro in cui ci si specchia e ci si riconosce, ma in cui allo stesso tempo si scorge dell’altro, e questo qualcos’altro che sta dietro quel volto che si guarda è il nostro infinito mistero.

Questo straordinario pensatore per poco non ha fatto in tempo ad assistere all’avvento dei social network. Suqueste piattaforme virtuali, che si stanno rivelando qualcosa di più di una moda passeggera, milioni di persone si incontrano ogni giorno senza guardarsi in volto e parlano senza voce. Con amici di sempre, spesso, anziché vedersi, si parla da dietro a un computer, si fanno nuove amicizie senza neanche una stretta di mano. La famiglia, l’amicizia, la fine di un amore, lo studio, il lavoro, il corpo, diventare genitori, un nuovo taglio di capelli, tutto è abilmente documentato in questa spettacolarizzazione della vita senza precedenti. Pur non essendo famosi, tutti sono reperibili da un motore di ricerca, tutti schedati, non per quello che realmente sono, ma per quello che vogliono sembrare, in una colossale banca dati gestita da ignoti.

Se solo fosse possibile, vorrei dire a Lévinas che quello di cui ha parlato è tutto quello che voglio, ma che, paradossalmente, quell’esperienza così fondante, così basilare, così essenziale, è oggi cosa assai più rara che andare a piantare un albero e rinvenire un tesoro. Voglio provare quel brivido che mi fa sentire viva, quella curiosità sana nei confronti dei miei simili, così diversi da me e, allo stesso tempo, così uguali, quella paura nel fidarsi di chi credi di conoscere, ma sai di non conoscere. Voglio avere davanti a me un volto di cui avverto tutta la reale vicinanza, e l’insanabile impenetrabilità, voglio scoprire me stessa scoprendo gli altri, voglio sensazioni, odori, sguardi, espressioni, silenzi, risposte immediate. Voglio che una persona a cui voglio bene, perché insieme a lei ho condiviso un percorso di vita, mi chieda di vederci, perché desidera sapere se sto bene, se nella mia vita è cambiato qualcosa, se ho bisogno d’aiuto.

Voglio che un uomo guardandomi negli occhi mi chieda di uscire rischiando di essere respinto, voglio spogliarmi davanti ad un uomo che vede il mio corpo così com’è, senza modifiche, tagli, chiaro scuri, pose tattiche, voglio capire che tiene a me dai gesti quotidiani, e non dal numero di tag di penosi link, voglio scoprire che mi mette le corna, e poterlo prendere a schiaffi, trovandolo a letto con un’altra in carne ed ossa. Voglio che chi mi vuole mi venga a cercare. Non voglio mettermi su un social network perché, qualunque cosa mostrassi, non sarei mai capace di mostrare me stessa, non voglio mettere la mia vita sulla piazza perché ne sono gelosa, e solo chi scelgo io, magari anche sbagliando, ne può essere partecipe.

Perché Facebook mi diverte per tre mesi, poi mi annoia, mentre la vita e le persone non smetteranno mai di stupirmi.      

Torna dal coma: "ricordo tutto e sono felice di vivere".

Troppo spesso si sente parlare di eutanasia, di fine vita, di dolce morte, questa storia però mette in fila tutti e invita al "silenzio" ed alla riflessione.  Un ragazzo è rimasto 10 anni in coma, sentendo tutto quello che accadeva intono a sé ma senza possibilità di interagire. È la storia di Massimiliano coinvolto in uno schianto automobilistico a soli vent'anni, mentre rientrava a casa dalle vacanze. «L'hanno dato subito per spacciato, facendoci contare le ore - ha detto la madre a il Gazzettino.it -, e in quello stato è rimasto, senza mai dar segni di ripresa, per otto mesi, passando da un ospedale all'altro. Alla fine ho capito che lì, isolato, sarebbe morto veramente. E me lo sono portato a casa sentendomi dire dal viceprimario, mentre gli staccavo il sondino naso-gastrico, che se fosse deceduto io sarei stata denunciata. Non me ne importò nulla. Andai avanti per la mia strada, appellandomi ai suoi amici, alla parrocchia, ai volontari del servizio civile del Comune».
Alcuni ragazzi volontari hanno aiutato la madre di giorno e di notte, ma il ragazzo continuava a non dare cenni di vita, vittima di quello che i medici avevano definito un coma irrecuperabile. 
Un giorno, dopo la morte del padre di Max, dopo ben 10 anni, la madre dice provocatoriamente al figlio: «fatti solo il segno della croce», e il ragazzo muove la mano. A quel punto è Iniziato il percorso verso il recupero.
Oggi Max sta imparando a parlare di nuovo con l'aiuto di un logopedista e sta cercando d riprendere in mano la sua vita che apprezza molto più di quanto non facesse prima dell'incidente

domenica 3 febbraio 2013

DA 14: La Nasa rassicura: non impatterà con la Terra.









Cieli senza pace, spazio senza tregua. Ventiquattro mila chilometri possono sembrare parecchi, ma sono un’inezia in termini spaziali. Il 15 febbraio 2013 l’asteroide 2012 DA14, un imponente “sasso” celeste largo 50 metri e pesante 130 mila tonnellate (più di una portaerei nucleare) passerà a 24 mila chilometri circa dal nostro pianeta. Pochi o tanti? Si tratta di un transito davvero molto ravvicinato: molti satelliti geostazionari orbitano a una distanza superiore e la Luna, che pure appare così vicina, si trova in media a 384.403 chilometri dalla Terra. Ma c’è da preoccuparsi? Facciamo un po’ di chiarezza.Ma non c’è nulla da temere. Gli esperti della Nasa hanno rassicurato che l’asteroide non impatterà con la Terra. La sua orbita è sufficientemente conosciuta per escludere uno scontro che si sarebbe rivelato catastrofico: secondo alcune simulazioni, l’interazione con l’atmosfera danneggerebbe 2012 DA14 gravemente, ma l’impatto avrebbe provocato un evento simile a quello di Tunguska, con la distruzione di un’area pari a quella ricoperta dalla città di Londra, periferia inclusa. Ciò nonostante, i radar della Nasa monitoreranno la roccia spaziale che – in base alle previsioni – si farà strada tra l’orbita bassa della Terra, dove si trovano la ISS e molti satelliti di osservazione terrestre, e la cintura più alta dei satelliti geosincroni, che forniscono dati meteo e per le telecomunicazioni. La Terra è continuamente bombardata di materiale celeste che arrivato a contatto con la sua atmosfera, si disintegra ricadendo sul nostro pianeta sotto forma di polvere o piccoli frammenti. Ma è dagli anni ’90, affermano alla Nasa, che non si osservava un oggetto così grosso passare così vicino al nostro pianeta. Il bestione, fatto probabilmente di roccia, e non di metallo o ghiaccio, non desta comunque particolari preoccupazioni. Più attenzione bisognerà dedicare ad Apophis, ma per il suo passaggio c’è tempo fino al 13 aprile 2029. Stress senza fine................

INPGI 2: norme e nuovo regolamento per freelance e precari



Un atto concreto a favore dei giornalisti precari con bassi redditi e una vita professionale discontinua, destinati ad avere pochi e bassi contributi e quindi un futuro previdenziale molto problematico a causa del sistema di calcolo interamente contributivo, così come voluto dalla legge, delle pensioni dell'Inpgi 2. Il Comitato amministratore della Gestione separata Inpgi ha introdotto delle opportunità nuove e degli importanti strumenti di sostegno, che vanno incontro a diverse aspettative di freelance e precari, nel nuovo Regolamento dell'Inpgi 2, che ha ricevuto il 30 gennaio l'approvazione definitiva da parte dei Ministeri vigilanti (Lavoro ed Economia) ed è quindi ora in vigore.
L'innovazione sicuramente più importante e di maggiore impatto riguarda la possibilità di chiedere una indennità “una tantum”, pari al totale dei contributi versati per la pensione maggiorati degli interessi, qualora al raggiungimento dell'età pensionabile (dal 2013 è 66 anni di età per gli uomini e per le donne) si cessi l'attività giornalistica autonoma senza aver maturato il diritto a una pensione autonoma all'Inpgi 2.
Si tratta di una norma che favorirà coloro che hanno avuto nella propria vita lavorativa collaborazioni saltuarie o poco remunerate. Dal 2013, infatti, il diritto alla pensione di vecchiaia all'Inpgi 2, che prima si otteneva con soli cinque anni di anzianità, si consegue avendo maturato almeno 20 anni di contribuzione effettiva, ovvero non vent'anni di semplice iscrizione. Infatti, dal 2012 per tutti i giornalisti libero-professionisti, così come succede per i co.co.co., è riconosciuta per ogni anno solare un'anzianità contributiva di 12 mesi interi solo qualora il proprio reddito non sia inferiore a quello minimo imponibile fissato dalla legge per i lavoratori autonomi (attualmente si tratta di circa 15 mila euro). Con un reddito inferiore, viene attribuito un numero di mesi di anzianità contributiva proporzionalmente minore.
In parole semplici, l'effetto combinato di queste due norme renderà da ora più facile, a coloro che hanno redditi bassi o collaborazioni saltuarie, ottenere l'indennità “una tantum”, ovvero una sorta di “liquidazione” in unica soluzione di un importo pari ai contributi versati ai fini pensionistici più gli interessi, quando arriveranno ai 66 anni, invece di ottenere pensioni di pochi spiccioli, come accaduto finora.
In alternativa all'indennità “una tantum”, è possibile chiedere una pensione supplementare, calcolata sulla base dei contributi versati all'Inpgi 2, qualora si ottenga un trattamento pensionistico da un altro Ente previdenziale.
Ma le novità non finiscono qui.
Da oggi sarà possibile per gli iscritti all'Inpgi 2 riscattare presso la Gestione separata il servizio militare o quello del praticantato riconosciuto dall'Ordine dei giornalisti, qualora tali periodi non siano coperti da alcuna contribuzione previdenziale.
Un provvedimento importante per i co.co.co. è anche l'introduzione di una norma che prevede la costituzione della rendita vitalizia, a domanda dell'interessato, nel caso sia intervenuta la prescrizione per i contributi che avrebbe dovuto versare il committente. Tale rendita vitalizia è pari alla pensione o alla quota di pensione che spetterebbe al giornalista in relazione ai contributi omessi. Una norma, insomma, che tutela i co.co.co. nel caso in cui il committente per cui hanno collaborato non abbia versato materialmente i contributi dovuti. Con la costituzione della rendita vitalizia, il collaboratore non perde nulla sulla sua futura pensione.
Un'altra novità importante riguarda le giornaliste libero-professioniste. Da oggi potranno ottenere una indennità di maternità non più esclusivamente rapportata al reddito percepito, ma otterranno in ogni caso un importo non inferiore all'80% del salario minimo stabilito dalla legge. Un notevole aiuto per le giornaliste che hanno rapporti professionali saltuari e a basso reddito.
Sicuramente molta altra strada occorre ancora percorrere per avere un sistema di welfare adeguato per i giornalisti freelance e parasubordinati. A cominciare dall'individuazione dell'equo compenso delle collaborazioni giornalistiche, per la quale l'Inpgi ha impegnato in prima persona il suo presidente,Andrea Camporese, come membro della Commissione che, come previsto dalla legge, dovrà riunirsi presso la presidenza del Consiglio dei ministri per definire i parametri dei compensi minimi. E pensando anche all'impegno che occorrerà chiedere al nuovo Parlamento, che verrà eletto il 24 e il 25 febbraio, di rivedere l'attuale sistema di calcolo contributivo che è stato imposto dalla legge all'Inpgi 2 e alle altre Gestioni previdenziali simili per il calcolo delle pensioni: un sistema iniquo, che condanna intere generazioni di lavoratori ad avere pensioni da fame, dopo una vita lavorativa precaria, con bassi redditi e lavori saltuari.
Ma le innovazioni introdotte dal 30 gennaio nel Regolamento dell'Inpgi 2 sono un importante passo in avanti a favore dei giornalisti freelance e precari che il Comitato amministratore della Gestione separata è riuscito ad ottenere con l'approvazione dei Ministeri vigilanti.
 
Massimo Marciano
Consigliere d'amministrazione dell'Inpgi in rappresentanza della Gestione separata

sabato 2 febbraio 2013

Francia, approvato primo articolo della legge sulle nozze gay: vergogna Hollande. (Ridateci Sarko!)


​Il braccio di ferro nelle piazze francesi era stato già nettamente vinto dal “fronte del no”.  In una Francia sempre più divisa, oggi i deputati dell'Assemblea nazionale francese hanno approvato il primo articolo del controverso disegno di legge che dovrebbe permettere ai gay di contrarre matrimonio e di adottare bambini.
Con una maggioranza di 249 sì e 97 no, i deputati hanno dato il via libera alla norma che ridefinisce il matrimonio come «un accordo tra due persone di sesso diverso o del medesimo sesso». Il disegno di legge promosso dai socialisti del presidente Francois Hollande è avversato dai partiti di centro-destra e dal mondo cattolico. Tantissimi i cittadini francesi che hanno ribadito più volte e con forza il proprio «no» a questo disegno di legge, una protesta culminata con la grande manifestazione di domenica13 gennaio, che ha portato in piazza a Parigi circa 800mila persone.

Zeman esonerato. Roma che vergogna!


Zeman: attaccare l'uomo e' sbagliato, l'allenatore e' inopportuno. Lui non ha mezze misure vuole impegno e dedizione e quando le cose non vanno e' esclusivamente perché "quei benedetti gradoni (quindi fatica e sacrifici), sono troppo "dolorosi" per tanti che nella vita non conoscono due concetti "crescere" ed "impegnarsi". Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo lo sa bene chi non ha avuto questa "fortuna" puo' evincerlo da queste sue parole....."La disciplina è la cosa più importante». Il rispetto delle regole riguarda anche l'atteggiamento da tenere in campo durante la settimana. «Bisogna allenarsi bene, bisogna essere concentrati sul lavoro. Si può lavorare poco tempo o può servire molto tempo se qualcuno non ci arriva... Il compito di un allenatore è far migliorare i calciatori in campo e fuori. Altrimenti, che ci sto a fare?», si chiede il boemo. «Io, comunque, non sarò soddisfatto nemmeno se vinciamo tutte le partite, perchè c'è sempre qualcosa da migliorare».


giovedì 31 gennaio 2013

CALCIOMERCATO INVERNO 2013: GLI AFFARI FATTI


MERCATO INVERNO 2013: GLI AFFARI FATTI

31/01/13
   SQUADRA ACQUISTI                                 CESSIONI                      

 ATALANTA
 all.: Colantuono
 

 
 Giorgi (c, Novara)
 Canini (d, Genoa)
 Budan (a, Palermo)
 Scaloni (d, Lazio)
 Livaja (a, Inter)
 Brienza (a, Palermo)
 Del Grosso (d, Siena)
 Contini (d, Siena)

 Peluso (d, Juventus)
 Manfredini (d, Genoa)
 Scozzarella (c, Ternana)
 Ferreira Pinto (c, Varese)
 Matheu (d, Siena)
 Schelotto (c, Inter)

 BOLOGNA
 all.: Pioli

 
 Naldo (d, Gremio)
 Moscardelli (a, Chievo)
 Christodoulopoulos (a, Panathinaikos)
 
 Pisanu (a, Montreal Impact)
 Portanova (d, Genoa)
 Gimenez (a, Grosseto)
 

 CAGLIARI
 all.: Pulga-Lopez


 
 Cabrera (c, Nacional)
 Larrivey (a, Atlante)
 Ceppelini (c, Lumezzane)

 CATANIA
 all.: Maran


 
 Cani (a, Polonia Varsavia)
 Gyomber (d, Dukla, da giugno)
 Morimoto (a, Al Nasr)
 Paglialunga (c, Hercules)

 CHIEVO
 all.: Corini

 


 
 Seymour (c, Genoa)
 Ujkani (p, Palermo)
 Spyropoulos (d, Panathinaikos)
 Sampirisi (d, Genoa)
 Paloschi (a, Milan)
 
 Di Michele (a, rescissione)
 Granoche (a, Cesena)
 Iori (c, Padova)
 Viotti (p, Cremonese)
 Sorrentino (p, Palermo)
 M. Rigoni (c, Genoa)

 FIORENTINA
 all.: Montella

 
 G. Rossi (a, Villarreal)
 Larrondo (a, Siena)
 Vecino (c, Nacional)
 Wolski (c, Legia)
 Compper (d, Hoffenheim)
 Sissoko (c, Psg)
 
 Della Rocca (c, Siena)
 Olivera (c, Genoa)
 Cassani (d, Genoa)
 Seferovic (a, Novara)
 
 
 GENOA
 all.: Ballardini


 
 Matuzalem (c, Lazio)
 Floro Flores (a, Granada)
 Pisano (d, Palermo)
 Manfredini (d, Atalanta)
 Nadarevic (c, Varese)
 Olivera (c, Fiorentina)
 Acerbi (d, Milan)
 Portanova (d, Bologna)
 Cassani (d, Fiorentina)
 M. Rigoni (c, Chievo)
 Merkel (c, Udinese)
 Alhassan (d, Udinese)
 Anselmo (c, Palermo)
 Canini (d, Atalanta)
 Seymour (c, Chievo)
 Piscitella (p, Modena)
 Sampirisi (d, Chievo)

 INTER
 all.:Stramaccioni

 
 Rocchi (a. Lazio)
 Kuzmanovic (c, Stoccarda)
 Schelotto (c, Atalanta)
 Kovacic (c, Dinamo Zagabria)
 Carrizo (p, Lazio)

 Sneijder (c, Galatasaray)
 Bianchetti (d, Verona)
 Coutinho (a, Liverpool)
 Mariga (c, Parma)
 Livaja (a, Atalanta)
 
 
 JUVENTUS
 all.: Conte
 
 Peluso (d, Atalanta)
 Llorente (a, Juventus dal 01/07)
 Cevallos (c, Quinto)
 Anelka (a, Shanghai Shenhua)
 Lucio (d, San Paolo)
 Masi (d, Ternana)
 Rossi (c, Valladolid)
 Ziegler (d, Fenerbahce)

 LAZIO
 all.: Petkovic

 

 
 Pereirinha (d, Sporting Lisbona)

 Matuzalem (c, Genoa)
 Rocchi (a, Inter)
 Scaloni (d, Atalanta)
 Sculli (a, Pescara)
 Carrizo (p, Inter)
 Zauri (d, Pescara)

 MILAN
 all.: Allegri


 
 Saponara (c, Empoli)
 Zaccardo (d, Parma)
 Balotelli (a, Man City)
 Salamon (c, Brescia)
 Pato (a, Corinthians 15)
 Mesbah (d, Parma)
 Strasser (c, Parma)
 Acerbi (d, Genoa)
 Emanuelson (c, Fulham)
 Coppola (p, Torino)
 Valoti (a, AlbinoLeffe)
 Carmona (c, Saragozza)
 Paloschi (a, Chievo)

 NAPOLI
 all.: Mazzarri

 
 Armero (c, Udinese)
 Calaiò (a, Siena)
 Radosevic (c, Hajduk)
 Rolando (d, Porto)
 Aronica (d, Palermo 0)
 Dossena (d, Palermo)
 Vargas (a, Gremio)
 Fernandez (d, Getafe)
 Uvini (d, Siena)

 PALERMO
 all.: Gasperini

 
 Aronica (d, Napoli 0)
 Anselmo (c, Genoa)
 Dossena (d, Napoli)
 Formica (a, Blackburn)
 Boselli (a, Wigan)
 Sorrentino (p, Chievo)
 Nelson (c, Betis)
 Sperduti (c, Newells Old Boys)
 Fabbrini (a, Udinese)
 Bertolo (c, Cruz Azul)
 Pisano (d, Genoa)
 Giorgi (c, Novara fp)
 Milanovic (d, Vicenza)
 Budan (a, Atalanta)
 Labrin (d, Huachipato)
 Cetto (d, San Lorenzo)
 Ujkani (p, Chievo)
 Zahavi (c, Maccabi Tel Aviv)
 Brienza (a, Atalanta)
 Varela (c, Cska Sofia)
 Sosa (a, Central Espaol Futbol Club)

 PARMA
 all.: Donadoni


 
 Mesbah (d, Milan)
 Strasser (c, Milan)
 Coda (d, Udinese)
 Ampuero (d, U. de Deportes)
 Mariga (c, Inter)
 Musacci (c, Spezia)
 Pabon (a, Monterrey da giugno)
 Acquah (c, Hoffenheim)
 Zaccardo (d, Milan)

 PESCARA
 all.: 
Bergodi

 
 Arce (d, San Lorenzo)
 Caraglio (a, Rangers de Talca)
 D'Agostino (c, Siena)
 Rizzo (c, Reggina)
 Sculli (a, Lazio)
 Sforzini (a, Grosseto)
 Ferrario (d, Lecce)
 Zauri (d, Lazio)
 
 Colucci (c, Reggina)
 Romagnoli (d, Spezia)
 Crescenzi (d, Novara)
 Berardocco (c, Feralpi Salò)
 Grugman (c, Grosseto)
 Jonathas (a, Torino)
 Soddimo (a, Grosseto)
 Terlizzi (d, Siena)
 
   
 ROMA
 all.: Zeman


 
 Torosidis (d, Olympiakos)
 Tallo (a, Bari)
 

 SAMPDORIA
 all.: D. Rossi

 

 
 Gavazzi (c, Vicenza)
 Sansone (a, Torino)
 Rodriguez (a, Università de Chile)
 Pozzi (a, Siena)
 Piovaccari (a, Grosseto)
 Juan Antonio (c, Varese)
 Tissone (c, Maiorca)

 SIENA
 all.: Iachini


 
 Della Rocca (c, Fiorentina)
 Pozzi (a, Sampdoria)
 Emeghara (a, Lorient)
 Agra (c, Betis)
 Calello (c, Dinamo Zagabria)
 Uvini (d, Napoli)
 Grillo (d, Varese)
 Terlizzi (d, Pescara)
 Matheu (d, Atalanta)
 Teixeira (d, Zurigo)
 Campagnolo (p, Cesena)
 Calaiò (a, Napoli)
 Larrondo (a, Fiorentina)
 Rodriguez (c, Belgrano)
 Campos Toro (a, Udinese)
 Martinez (c, Argentinos Jrs)
 D'Agostino (c, Pescara)
 Dellafiore (d, Padova)
 Coppola (c, Cesena)
 Del Grosso (d, Atalanta)
 Contini (d, Atalanta)

 TORINO
 all.: Ventura

 
 
 Barreto (a, Udinese)
 Menga (a, Lierse)
 Coppola (p, Milan)
 Jonathas (a, Pescara)
 Kabasele (a, Anderlecht)
 Sgrigna (a, Verona)
 Agostini (d, Verona)
 Gorobsov (c, Nocerina)
 De Feudis (c, Padova)
 Sansone (a, Sampdoria)
 Verdi (a, Juve Stabia)
 Gomis (p, Ascoli)
 Migliorini (d, Como)
 Succiu (c, Juve Stabia)

 UDINESE
 all.: Guidolin


 Merkel, (c, Genoa)
 Alhassan (d, Genoa)
 Campos Toro (a, Siena)
 Naldo (d, Gremio)
 Armero (c, Napoli)
 Willians (c, Internacional)
 Barreto (a, Torino)
 Coda (d, Parma)
 Fabbrini (a, Palermo)