venerdì 7 novembre 2014

CERN. Fabiola, “la signora delle particelle”.


Proprio così, è' una donna, una scienziata che riempie di orgoglio la Fisica italiana, Fabiola Gianotti, il nuovo direttore generale del Cern di Ginevra. Nata a Roma nel 1962 da padre piemontese e madre siciliana, ha studiato Fisica nell'università di Milano. I colleghi parlano di lei molto bene definendola "determinata e molto brava come manager". Per l’Italia è un successo immenso, proprio in quel luogo a pochi metri da Ginevra, al confine tra la Svizzera e la Francia, (dove da anni lavorano con impegno scienziati provenienti da tutto il mondo), un’italiana è ha capo del Centro Europeo Ricerche Nucleari (qui operano quasi 10mila scienziati di 100 nazionalità diverse). Chi vi scrive ha visitato quel luogo, quel mondo dove la scienza si immerge nel verde delle montagne, dove la Fede religiosa va a braccetto con la tecnologia, le scoperte ed il lavoro dell’uomo. Ebbene ora a guidarla è proprio lei Fabiola Gianotti!

 Molti hanno messo l'accento sul fatto che il CERN sia in mano ad una donna (per la prima volta) – ma lei non lo reputa straordinario, anzi ritiene questo passo "normale, perché il CERN è un luogo speciale che celebra la diversità in tutti i sensi (etnica, di genere, di età).  Non mi stupisce che a un certo punto della storia sia stata scelta una donna a dirigerlo" ha dichiarato durante una attesa conferenza stampa. Ha poi aggiunto:  “auspico che una donna in questa posizione incoraggi un numero maggiore di giovani ragazze a scegliere la strada della ricerca. Quindi la neo direttrice ha quindi dettato i capisaldi che caratterizzeranno la sua attività dirigenziale: "scienza, tecnologia, formazione e pace: “sono queste quattro parole d'ordine che guideranno il mio lavoro nei prossimi anni". Lavoro che continuerà a vertere sul Bosone di Higgs, con esperimenti che sono già programmati. Ma occupiamoci delal sua storia per conoscere meglio le sue origini e la passione per la scienza:  dopo essere stata a capo dell'esperimento Atlas, che insieme ad altri ha contribuito alla scoperta del bosone di Higgs, e per questo avere avuto il prestigio di annunciare al mondo la sua esistenza, la Gianotti è stata inclusa nella rosa dei finalisti per l'assegnazione del personaggio dell'anno della rivista Time e della prestigiosa pubblicazione scientifica Nature. Il suo lavoro ha agevolato il premio Nobel per la fisica a Peter Higgs e Francois Englert, padri del bosone di Higgs, e sebbene il riconoscimento non sia andato direttamente alla scienziata italiana che insieme ad altri nostri connazionali ha lavorato a questa storica scoperta, il suo contributo non è passato in secondo piano La sua collaborazione al CERN risale però al 1987, quando arrivò come studentessa nell’esperimento chiamato UA2.
È figlia di un geologo piemontese e di una letterata siciliana, ha vissuto e studiato a Milano dove si è laureata in fisica e ha ottenuto un dottorato di ricerca in fisica sub-nucleare. Dopo un anno di attività nell’ambito del prestigioso Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), ha partecipato ad un concorso per una borsa di studio per giovani fisici bandita dal CERN e, avendola ottenuta, partì per Ginevra con l’idea di restarci un paio d’anni (la durata della borsa). Non lascerà più il laboratorio perché  venne assunta definitivamente come ricercatore nel Dipartimento di Fisica.  Al CERN lavora in vari esperimenti (WA70, UA2, ALEPH, ATLAS). Nell’esperimento ALEPH all’acceleratore elettrone-positrone LEP guida il gruppo di scienziati che si occupano della ricerca di particelle supersimmetriche, fra cui potrebbe annidarsi la particella che potrebbe spiegare la materia oscura che permea l’Universo.
Ma la fisica non è stata una passione giovanile. Prima ha studitoa filosofia, greco antico e storia dell’arte al liceo classico, e si è diplomata in pianoforte al Conservatorio. La fisica, alla fine, le è sembrata la scelta più adatta a rispondere alla sua curiosità di scoprire come sono fatte le cose. La fisica delle particelle, in particolare, va proprio a scavare dentro la materia, fino ai componenti più piccoli che oggi si possono indagare. Le particelle elementari sono anche una delle chiavi fondamentali per comprendere alcune delle moltissime questioni che rimangono ancora aperte a proposito della struttura e dell’evoluzione dell’Universo. Infine la fisica in questo campo, proprio perché deve arrivare a dimensioni ed energie estreme, ha bisogno di una strumentazione tecnologica di avanguardia. I bisogni della ricerca di base hanno quindi forzato lo sviluppo tecnologico offrendo nuovi strumenti all’industria e alla società. Il  CERN poi ha sempre esercitato un certo fascino su di lei:è sorto come organizzazione internazionale dalle ceneri della Seconda guerra mondiale proprio per riavvicinare i popoli. La scienza è di per sé internazionale, e possiede la capacità di superare le barriere, siano queste concettuali, o ideologiche o culturali. E in effetti al CERN lavorano oggi fianco a fianco, in perfetta armonia, persone con culture, storie, abitudini disparate o addirittura provenienti da paesi in aperto conflitto. Fabiola Gianotti parla 3 lingue, e si trova benissimo in questo ambiente. Afferma di vivere un’esperienza umana, oltre che scientifica, specialissima, e che è particolarmente motivante lavorare con tanti giovani scienziati di tutto il mondo, in particolare studenti e giovani ricercatori. La loro competenza, il loro entusiasmo e la loro serietà sono un’ineusaribile fonte di energia e incoraggiamento.

Nella sua casa ginevrina da cui si ammirano il lago Lemano e il Monte Bianco, si occupa di tante altre cose: della sua passione per la musica, senza la quale non potrebbe vivere, di arte, letteratura e cucina. Le piace fare jogging e ama le cene in compagnia. Trova che la cucina sia un po’ come la fisica, un miscuglio fra precisione matematica e inventiva. 


Nel marzo 2011 è stata inclusa dal giornale inglese «The Guardian» fra le "100 most inspirational women" in tutti i campi, fra cui solo sette nel campo scientifico e medico. Negli ultimi anni, Fabiola Gianotti ha girato il mondo invitata a conferenze internazionali di alto livello, è stata membro di numerosi comitati al CERN e in altri laboratori. È stata per molti anni membro del Consiglio Scientifico del CNRS in Francia e del Physics Advisory Committee del laboratorio Fermilab a Chicago. In Italia è stata chiamata a far parte del Comitato di Esperti per la Politica della Ricerca (CEPR), un organo di sette scienziati e accademici con compiti di consulenza e di studio concernenti la politica e lo stato della ricerca nazionale e internazionale. E nel marzo del 2009 è stata insignita dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, del titolo di Commendatore della Repubblica per meriti scientifici.
Ora continuerà a dedicarsi con passione allo studio dei dati che LHC, questo acceleratore potentissimo senza precedenti, ha prodotto e produrrà in grande quantità, e con l’apparato sperimentale ATLAS contribuire a chiarire alcune delle questioni più affascinanti ancora aperte in fisica fondamentale, ma sarà anche molto impegnata a dirigere il CERN ed il suo “fantastico mondo” della fisica ma con un preciso scopo: la pace nel mondo.

Nessun commento:

Posta un commento