lunedì 28 gennaio 2013

.A. R.E. F (associazione residenti esercenti Flaminio),



Riceviamo e pubblichiamo con piacere, l’A.R.E. F (associazione residenti esercenti Flaminio),  nuova Associazione spontanea dei cittadini residenti ed esercenti del quartiere Flaminio è nata da un gruppo di cittadini residenti  storici, che nel vedere il degrado quotidiano in cui sta precipitando il quartiere e soprattutto le aree verdi, si sono uniti affinchè gli spazi dedicati alla socialità del quartiere: giardini, piazze, aree giochi, etc. siano nuovamente fruibili dai cittadini residenti e non da persone ubriache e molestatori di turno.
Intento è di far riqualificare e tutelare il patrimonio delle aree verdi del II Municipio, in particolare del Flaminio, e di rendere partecipi i cittadini affinchè gli attuali e i futuri amministratori del quartiere, a prescindere dall’identità politica che essi rappresentino, in questo quadro l’associazione lancia la sua prima iniziativa pratica dal 4 al 10 Febbraio 2013 nei giardini di fronte ponte Milvio monteranno uno stand dove incontrare la cittadinanza, mettendo in campo delle iniziative tipo scambio di libri palloncini per i più piccoli, lo scopo è quello di conoscersi e passare del tempo insieme e contemporaneamente facilitare l’accesso a tutti ad usufruire dei giardini.


Associazione OL3



Comunicato OL3: intervenite per migliorare il vostro presente e cambiare il futuro.

Care amiche e cari amici,

il percorso iniziato alcuni mesi fa da OL3 sta entrando in una fase decisiva.

In molti, giustamente, ci chiedete che fare; ora nonostante la confusione politica nazionale e locale, è il momento di dare alcune risposte (Diego Righini e MIR Docet.....).

Siamo partiti con un’intuizione: alla crisi si risponde solo andando OL3 e ripartendo dai fondamenti. Ecco il lancio dell´associazione nella primavera e nell´estate scorsa, con il grande evento del 10 Luglio.
Abbiamo poi dedicato i mesi dell´autunno all´elaborazione di una piattaforma di contenuti: nel panorama convulso della politica, ci siamo sottratti alla discussione su liste, marchi e contenitori.
Abbiamo seminato, preparando approfondimenti e proposte concrete. Abbiamo chiari gli obiettivi, e vi chiediamo di venire con noi OL3 per raggiungerli efficacemente.

Vi aspettiamo il 28 gennaio, presso il Teatro Italia (via Bari, 18) alle ore 20.30 per preparare la prossima fase.

Condividete la notizia come meglio credete per aiutarci a diffondere l’evento.
L’ingresso è libero e gratuito fino ad esaurimento posti.
Per motivi logistici, come ogni volta, vi preghiamo di confermare la partecipazione scrivendo a: ol3@ol3roma.it

Ora più che mai si entra nel vivo.
Ora più che mai è il momento di esserci.
Contiamo su di voi, per andare ancora OL3!

PS. Ecco come raggiungere il Teatro Italia:http://www.teatroitalia.info/dovesiamo.html

www.ol3roma.it
e-mail: ol3@ol3roma.it
twitter: @ol3roma – #ol3
www.facebook.com/ol3roma
  Foto: Comunicato OL3: intervenite per migliorare il vostro presente e cambiare il futuro.

Care amiche e cari amici,

il percorso iniziato alcuni mesi fa da OL3 sta entrando in una fase decisiva.

In molti, giustamente, ci chiedete che fare; ora nonostante la confusione politica nazionale e locale, è il momento di dare alcune risposte.

Siamo partiti con un’intuizione: alla crisi si risponde solo andando OL3 e ripartendo dai fondamenti. Ecco il lancio dell´associazione nella primavera e nell´estate scorsa, con il grande evento del 10 Luglio.
Abbiamo poi dedicato i mesi dell´autunno all´elaborazione di una piattaforma di contenuti: nel panorama convulso della politica, ci siamo sottratti alla discussione su liste, marchi e contenitori.
Abbiamo seminato, preparando approfondimenti e proposte concrete. Abbiamo chiari gli obiettivi, e vi chiediamo di venire con noi OL3 per raggiungerli efficacemente.

Vi aspettiamo il 28 gennaio, presso il Teatro Italia (via Bari, 18) alle ore 20.30 per preparare la prossima fase.

Condividete la notizia come meglio credete per aiutarci a diffondere l’evento.
L’ingresso è libero e gratuito fino ad esaurimento posti.
Per motivi logistici, come ogni volta, vi preghiamo di confermare la partecipazione scrivendo a: ol3@ol3roma.it

Ora più che mai si entra nel vivo.
Ora più che mai è il momento di esserci.
Contiamo su di voi, per andare ancora OL3!

PS. Ecco come raggiungere il Teatro Italia: http://www.teatroitalia.info/dovesiamo.html

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twitter: @ol3roma – #ol3
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L'economia e la ripresa: Sangalli e Righini concordano


Economia: con il solo rigore non si va lontano, ora servono ragioni della crescita e dell'equità (Sangalli presidente Confcommercio)

Condivido Sangalli di Confcommercio Rete imprese Italia le micro, piccole e medie imprese hanno bisogno di credito bancario per portare avanti progetti di rinnovo tecnologico, soprattutto per stare sul mercato. I momenti di crisi servono per rinnovare prodotti e strategie di marketing, in attesa della ripresa economica, che partirà quando si abbasseranno le tasse, aumenterà l'occupazione dei giovani ed aumenterà il reddito disponibile delle famiglie.(Diego Righini)

Siena e la banca dello scandalo che non la rappresenta




Scivolare sulla finanza derivata. Tragicomico destino quello del Monte dei Paschi, l’unica banca – che io sappia – che sia stata celebrata in un’opera letteraria: i “Cantos” di Ezra Pound.
Celebrata dal poeta americano perché nei suoi Statuti seicenteschi scoprì una banca per il popolo che si fondava sulla fertilità della terra e sul lavoro, al contrario del modello della Banca d’Inghilterra.
Siena per Pound era il simbolo della lotta allo strapotere della finanza e dell’usura.
Non so se ora Siena perderà la “sua” banca. Mi addolora molto di più che – da tempo – abbia perso la sua anima. “Che vale all’uomo guadagnare il mondo intero se poi perde se stesso?”.
Fra l’altro è proprio l’anima cristiana della città (oggi dimenticata) che è storicamente alle origini delle sue fortune (anche economiche) e della sua gloria.
Lo sanno gli attuali padroni di Siena e i suoi cittadini?
Sta scritto perfino nel simbolo più antico della sua ricchezza, la moneta della Repubblica di Siena, che riportava la formula: “Sena vetus Civitas Virginis”. Città della Vergine. Non era un’espressione celebrativa, ma giuridica e politica.
A tutte le mire dei conquistatori che, nei secoli, si affacciavano all’orizzonte, Siena opponeva la sovranità della sua Regina, la Madonna, garante della libertà e dell’indipendenza della città.
E’ a lei, l’ “Advocata senensium”, che sempre la città si è affidata, perfino con atto notarile, nei momenti di pericolo (dalla battaglia di Montaperti alla “peste nera” del XIV secolo, dai terremoti fino alla Seconda guerra mondiale).
Anche il famoso ciclo di affreschi politici, detti del Buongoverno e del cattivo governo, realizzato da Ambrogio Lorenzetti nel palazzo pubblico, in filigrana, celebra proprio la regalità di Maria su Siena.
Non a caso a Siena tutto parla di lei e canta la più “umile e alta” delle creature.
Dal campanone della Torre del Mangia (si chiama “Sunto” in onore della Madonna Assunta) alla Cattedrale che è un poema di marmo, un trattato di teologia della storia incentrato su Maria; dal Palio (sia quello di luglio che quello di agosto sono feste della Vergine) allo stesso simbolo della città, quella Balzana (lo scudo bianco e nero) che rimanda al bianco e nero della Cattedrale.
Secondo il Gigli, ripreso dal Vannini, la balzana senese sarebbe la “realizzazione araldica dell’aretologia mariana (castità e umiltà) o addirittura (si potrebbe aggiungere) delle Sue ossimoriche attribuzioni (umile e alta, vergine e madre) o del mistero della Sua maternità (Verbum caro)”.
Alla Madonna è dedicato anche l’Ospedale che sorge ai piedi della cattedrale, fondato nel X secolo dai canonici del Duomo per i bambini esposti e i pellegrini. E’ uno dei più antichi e gloriosi ospedali del mondo.
L’immagine della Madonna a Siena si trova dovunque, da tutti i palii alle antiche biccherne (le tavole dei libri contabili), dalle porte della città all’altar maggiore della Cattedrale (dov’era posta la Maestà di Duccio), dalla sala del palazzo pubblico, dove si trova la Maestà di Simone Martini, ai crocicchi delle strade.
La stessa della piazza del Campo ha la forma del mantello della Madonna della misericordia, l’icona dove tutta la città si raccoglie sotto la protezione della Madre di Dio.
Dicevamo della moneta con la scritta mariana.
Perduta la “Civitas Virginis” (cioè la fede che era il vero tesoro della città), oggi si perde anche la “moneta”, ovvero la banca e la prosperità.
E’ inevitabile, perché quella prosperità germogliò e fruttificò su un terreno spirituale, di forti valori cristiani.
Il Monte dei Paschi – la più antica banca del mondo – nasce infatti come monte di pietà. I monti di pietà sono quelle istituzioni finanziarie senza scopo di lucro pensate dai francescani, e fondate alla fine del XV secolo, per aiutare la crescita economica dei ceti più disagiati e sottrarli da una parte alla miseria, dall’altra all’usura.
C’è soprattutto un santo francescano di Siena, san Bernardino (sulla scia del francescano Giovanni Olivi), alle origini della teoria dell’utilità soggettiva in economia. Luigino Bruni e Alessandra Smerilli hanno dimostrato nel libro “Benedetta economia” che proprio i francescani (e prima i benedettini) hanno posto le basi del sano pensiero economico e della prosperità dei nostri popoli (Rothbard lamentava che gli economisti si fossero poi allontanati dai pensatori cattolici).
E’ quella che Stefano Zamagni ha chiamato “l’invenzione dell’economia di mercato civile”.
Ma la Siena di oggi neanche ricorda che san Bernardino – una grande figura – è un santo di questa città. Così come santa Caterina, che è patrona d’Italia, compatrona d’Europa e dottore della Chiesa, ma il cui santuario, a Siena, è pressoché sempre deserto e dimenticato.
Piccolo emblema di questo smarrimento dell’identità e della memoria è stato – tre anni fa – il palio dove attorno al volto della Madonna sono stati disegnati alcuni versetti del Corano, la sura 19. La banale Sinistra del politically correct lasciava il segno di un superficiale sincretismo.
E’ sempre stato problematico per una classe politica non raffinatissima come quella del Pci (poi Pds, Ds e Pd), amministrare una città così carica di storia, di cultura, dove tutto parla della sua antica fede cristiana.
Agli inizi del Novecento Siena era una città in parte ancora cattolica e laica. Un po’ isolata e asfittica come appare nei romanzi di Federico Tozzi.
Dal 1945, con l’urbanizzazione di molti nuclei familiari dalle campagne, il Pci conquista la maggioranza e negli enti locali assume il potere, tenuto pressoché senza interruzione fino ad oggi (sono 67 anni).
Ma la borghesia senese, un po’ laica, un po’ cattolica, ha governato istituzioni importanti come l’Ospedale, il Monte dei paschi e l’Università (anch’essa fondata, nel 1240, in pieno medioevo cristiano).
Con i decenni il potere della Sinistra si è allargato sempre più. Vent’anni fa solo il Monte, governato da Dc e socialisti, faceva eccezione. Ma da allora, dalla nascita delle Fondazioni, gli enti locali rossi hanno preso il sopravvento. E la Sinistra a Siena domina senza rivali e senza alcuna opposizione.
Esprime però una classe politica che sembra del tutto estranea alla grande storia della città. Ricordo che negli anni Ottanta il Pci tirò fuori un manifesto per le elezioni che raffigurava la Piazza del Campo. Volevano così celebrare il loro buon governo.
Come se quella piazza di sogno l’avessero fatta loro. Ahimé il Pci a Siena ha saputo fare solo una quartiere satellite, San Miniato, che, nella sua triste bruttezza, ricorda le grigie periferie dei regimi dell’Est. E’ il perfetto simbolo dell’epoca rossa.
Sono rarissimi (uno o al massimo due) i dirigenti comunisti che abbiano saputo sintonizzarsi con la spiritualità e la storia di Siena. Ma va anche detto che tutti sono stati mandati al potere per decenni dal voto degli attuali senesi.
Siamo un popolo attaccato alle sue antiche tradizioni, ma immemore delle sue origini cristiane. Questa è una città che, grazie al Monte, è vissuta per decenni al di sopra delle sue possibilità e il dorato benessere ha addormentato gli spiriti e annichilito le energie migliori.
Oggi un’eredità immensa (e immeritata) sembra sia stata dilapidata. E la città, bella addormentata, si sveglia in un deserto, senza più un tessuto economico, un’identità e un futuro.
Si ripresenteranno, per il governo del Comune di Siena (e tutto il resto), i soliti che da anni sono sulla scena politica, oltretutto senza alcuna idea del futuro?
Eppure a Sinistra c’è chi riconosce lealmente che “non siamo stati all’altezza”. Possibile che non si sentano in dovere di cambiare tutto?
L’unica speranza per questa bella città è la discontinuità: che facciano tutti un passo indietro, emergano nuove energie, nuove idee e nuovi volti.
Questo cataclisma potrebbe portare una rinascita. Ma prima che la sua banca, Siena deve ritrovare un’anima.

Antonio Socci

venerdì 25 gennaio 2013

Fiumicino e la "pista anomala"




Delle due piste di atterraggio presenti a all’aeroporto di Fiumicino, soltanto una è in regola L’altra è inefficiente. Come mai? L’aeroporto Leonardo da Vinci è dotato di tre piste, una utilizzata per i decolli e le altre due (la sedici Left e la sedici Right) sono dedicate agli atterraggi. Nelle seconde è predisposto un sistema di precisione per atterrare – non necessario nella pista di decollo – il cosiddetto Sistema strumentale di atterraggio (ILS) composto da un localizzatore che dà l’allineamento con la pista (Il localizzatore) e dalla Guida planata  (GP) che consente al pilota di far scendere il velivolo seguendo un sentiero preciso. Ebbene la pista sedici Right (quella vicina a via Coccia di Morto) ha la Guida planata fuori servizio e lo sarà fino al 18 marzo prossimo, quando ne verrà installata una nuova.
 Ma cosa vuol dire che in una delle due piste disponibili, il GP non funziona? “La mancanza del GP trasforma la procedura di avvicinamento da procedura di precisione a procedura non di precisione – spiega un controllore del Crav di Ciampino che preferisce l’anonimato -  benché la pista sia sempre disponibile”. Conseguenze sulla sicurezza dell’atterraggio? “No, nessuna – spiega l’uomo-radar – ma la procedura non di precisione comporta sia una maggiore difficoltà di gestione quando c’è il picco degli arrivi sia un maggior spreco di carburante”.
Per quale motivo? Le difficoltà nascono sia per i piloti che per i controllori che da terra devono gestire l’atterraggio. E che nelle ore di punta (tra le 7 e le 9 di mattino, intorno alle ore 12 e dalle 19 alle 21) sulla pista 16 Left manovrano già normalmente 35-40 atterraggi l’ora. Orbene, non funzionando la Guida Planata, i calcoli per trovare il sentiero giusto viene affidata ai piloti che, nella cabina di pilotaggio, sono costretti a una procedura più complicata. E, spiegano, al Crav, molte compagnie aeree dell’area non Shengen preferiscono evitare che i loro piloti si avvalgano di questo metodo e atterrino direttamente nella pista 16 Left dove tutto è a posto. Ne deriva un maggior intasamento dell’unica pista in cui è disponibile il sistema ILS.  “La sequenza degli atterraggi  – dicono – risulta ritardata e siamo costretti a tenere in volo alcuni velivoli fino a che la pista non si liberi. Con conseguente spesa di carburante”. Ma non è tutto. Il molo di sosta di queste compagnie aeree extracomunitarie si trova vicino alla pista 16 Right, dunque,  atterrando sull’altra pista devono percorrere almeno 3 chilometri, per raggiungerlo. Altro spreco di carburante.
Analisi avallata anche dai piloti. “La mancanza della Guida Planata su una delle due piste – conferma Giovanni Galiotto, presidente dell’Anpac (Associazione nazionale piloti dell’aviazione civile) – rende la procedura di atterraggio più impegnativa ed è richiesta con questo sistema una visibilità più elevata e condizioni metereologiche migliori. Inoltre, con la procedura non di precisione – prosegue il pilota – sono necessari margini di distanza maggiori tra due aerei. Il che potrebbe inficiare la capacità dell’aeroporto di fare sequenze di atterraggi ravvicinati”.


Roma: salone dell'auto sportiva



                                       I edizione del Roma Tuning Show salone dell’auto speciale e sportiva


Il salone offrirà l’occasione per ammirare automobili  di tutte le tipologie da quelle sportive, speciali a quelle di serie in un viaggio a 360° nel mondo delle quattro ruote.
Una pista per le esibizioni di rally e drifting, un’area per i test drive delle auto, l’area di guida sicura, auto ecologiche, un padiglione intero dedicato agli eventi più spettacolari (stuntman show) e sfilate di bellezza fanno da cornice a quest’evento.
Venerdì 25 gennaio 2013 ore 10.00-20.00
sabato 26 gennaio 2013 ore 10.00-20.00
domenica 27 gennaio 2013 ore 10.00-20.00
Intero giornaliero € 16,00Ridotto giornaliero € 12,00(per tutti coloro che presentano il coupon ingresso ridotto e per tutti i minori tra i 10 e i 14 anni)
Prevendita Intero Giornaliero€ 15,00 dal 1° ottobre on-line (risparmi € 1,00 e non fai code alle casse)
Ingresso gratuito per:- portatori di handicap
- bambini fino a 10 anni
- militari e forze dell'ordine in divisa e con documento di riconoscimento
Parcheggio giornaliero € 5,00
Il coupon di ingresso omaggio non è valido la domenica




Politica: alla scoperta del MIR.



MIR le ragioni del perchè.... Da molto tempo monopolizzano l’attenzione della opinione pubblica due temi, all’apparenza autonomi, ma che in realtà si intersecano ineludibilmente: la crisi della politica e la crisi economica. La prima, la crisi della politica, è a ben vedere la spia della assenza di un modello ideologico di riferimento, della proposta di una Società in grado di attrarre l’attenzione prima e il consenso poi di quei larghi strati della popolazione che non riescono più a comprendere le ragioni di fondo per le quali debbano esprimere una preferenza a favore di uno od altro dei partiti oggi presenti. Venute meno le certezze di sviluppo garantite per anni, a fasi alterne, dal consociativismo, dall’intervento pubblico nell’economia, dal liberarismo dogmatico, nella epidermica percezione di vivere un momento di grandi sconvolgimenti sociali, molti cittadini avanzano al ceto politico una domanda semplice, quasi elementare, che tuttavia rimane senza risposta: alla fine del percorso intrapreso dall’attuale Governo dei Tecnici, quale Società ci attende, quale futuro per i nostri figli, le nostre Famiglie, la nostra Nazione? In fondo sta tutto qui il rifiuto dell’attuale Classe Dirigente che attraversa trasversalmente l’elettorato; al di là delle esigenze di rinnovamento degli apparati, della richiesta di moralizzazione dei comportamenti pubblici, della inaccettabilità dei privilegi di casta, la sfiducia nei partiti esponenzialmente montante dipende dalla evidente, palmare incapacità di offrire una risposta persuasiva a queste domande. Gli italiani assistono ogni giorno a provvedimenti, attuati od annunciati, atti ad incidere profondamente sulla qualità della loro vita e ad un costante peggioramento della situazione economica, sono chiamati a fare nuovi sacrifici ma non comprendono lo sbocco del percorso intrapreso, quale società li aspetterà nel prossimo futuro. E qui si innesta, anzi si interseca compenetrandosene, la attualità della crisi economica, che è affrontata con singoli provvedimenti, di dubbia efficacia, perché sfugge al Governo e agli stessi Partiti, proprio a tutti, un dato evidente. Non ci troviamo in una ordinaria fase critica di un sistema in grado di riprendersi secondo collaudate linee di sviluppo, bensì nel pieno della crisi strutturale del modello di sviluppo perseguito dal dopoguerra ad oggi, un sistema malamente inteso e fortemente deviante da quello capitalistico teoricamente professato, che non ha posto al centro del proprio operare l’impresa, ha esasperato le diseguaglianze sociali, mortificato il motore principale dello sviluppo, il cittadino/consumatore, distratto gran parte delle risorse dal privato a favore di apparati pubblici parassitari, garantito mille privilegi a molti, salvo a coloro che realmente producono ricchezza. Finendo così per generare un mostruoso debito pubblico ostativo a qualsiasi concreta azione di sviluppo. Se l’analisi riferita è corretta, come il M.I.R. ritiene, per superare l’attuale stallo occorre ben altro che qualche misura tampone; occorre una vera e propria Rivoluzione dei Moderati, l’offerta di una visione ideologica di medio periodo, che rompa la staticità della nostra Società, in grado di assicurare contemporaneamente tre Valori che solo il modello capitalistico è storicamente riuscito a garantire: lo Sviluppo nel benessere economico diffuso, la Libertà e la Democrazia. La Rivoluzione dei Moderati si condensa allora in uno slogan semplice e chiaro: toccarne mille per salvarci tutti!! E mille sono i privilegi personali, istituzionali e le rendite di posizione senza intaccare i quali la nostra Società è destinata ad un rapido declino e all’implosione; finendo per riuscire insopportabile, moralmente e materialmente, vivere in un paese di pochissimi privilegiati e amplissimi strati della popolazione sofferente. La storia è maestra nell’insegnare che l’eccesso di disuguaglianze, di privilegi, di favori auto attribuitisi dalle varie Caste, portano alla dissoluzione dell’ordine sociale, sfociando nell’autoritarismo e nella dittatura. La Ideologia che l’Associazione propone e il Modello Sociale di riferimento sono allora facilmente comprensibili: garantire, ora e in futuro, l’indissolubilità del trimonio: Sviluppo nel benessere diffuso, Libertà e Democrazia. E il come è indicato nell’analitico programma che M.I.R. ha predisposto (consultabile in calce) e che intende sottoporre all’attenzione e al dibattito dell’area dei Moderati italiani, contribuendo alla formazione di una nuova sensibilità e all’affermarsi di una rinnovata Classe Dirigente.



Nuova bufera sul nostro paese. L'UE ancora una volta ci inserisce sul banco degli imputati. Questa volta non si tratta di lentezza della giustizia o di quote latte ma di energia. L'Italia risulta essere in ritardo sul recepimento della Direttiva europea sull'Efficienza energetica in edilizia e l'UE lancia un ultimatum: ancora due mesi di tempo o verrà denunciata alla Corte di giustizia europea. La Direttiva, che vincola gli Stati membri a stabilire precisi standard di rendimento energetico per gli edifici, oltre a rendere obbligatori certificazione energetica e controlli sugli impianti, doveva essere recepita lo scorso luglio, ma ad oggi, sembra che nulla sia stato fatto. La Commissione europea ha quindi inviato oggi un parere motivato all'Italia per sollecitare il recepimento del testo all'interno del diritto nazionale. Se il termine ultimo dei due mesi non verrà nuovamente rispettato, l'Europa minaccia di rivolgersi direttamente alla Corte di giustizia europea. A tenere compagnia all'Italia, ci sono anche Bulgaria, Grecia e Portogallo, anch'essi rischiano di essere deferiti al sommo organo europeo per la giustizia. Non solo. Il nostro Paese ha ricevuto quasi 900 milioni di euro di fondi europei per rendere più efficienti gli immobili pubblici, ma il risultato non avrebbe ancora soddisfatto l'UE, che chiede più impegno da parte delle istituzioni, per migliorare l'efficienza energetica nella pubblica amministrazione. (R. D.).

giovedì 24 gennaio 2013

Storie di vita



Vi racconto una storiella. Sveglia alle 06.45 per giungere ad un appuntamento di lavoro (molto importante alle 09.00). Tutto calcolato con margini di tempo adeguato (anche una sosta di 15 minuti per motivi sentimentali). Ma indovinate l'imprevisto? La moto decide di abbandonare qualunque segnale di vita al Foro Italico. Cosa fare? Imprecare, spaccare il mondo, sedersi e commiserarsi? Assolutamenteno! Togliersi il casco e spingere il più velocemente possibile il motorino sino a Piazzale Flaminio, lasciare la moto dal meccanico (non vi dico la gravità del danno e la spesa... lasciamo perdere il dettaglio!) correre alla Metro sino a Cipro e poi sfrecciare sino al luogo dell'appuntamento (sempre avendo sulle spalle un grosso zaino con computer). L'appuntamento? In attesa di maturare o di essere spostato a domani e pensate che stasera alle 18.30 devo essere all'Eur (mi sa tanto dovrò andarci con i mezzi). In serata in arrivo altre situazioni di non facile gestione ed in tutto questo lavorare per un presente ed un futuro tutti da "conquistare". Come fare? Tanta Fede, tanto desiderio di "Fede...." e tanta forza fisica e psicologica. Alcuni di voi so che vivono anch'essi disavventure tipo questa che dirvi.... coraggio ragazzi dopo il buoi c'è sempre il sole, d'altronde la luce vive di propria forza, il buio può esistere esclusivamente se la luce non c'è ed allora LUCE for Ever! Forza ragazzi!

martedì 22 gennaio 2013

Offerta lavoro Bartolini


Bartolini, tra i principali operatori italiani tra i corrieri espresso, sta cercando nuovo personale per le sedi di Bologna, Brescia, Cesena, Firenze, Landriano, Milano, Padova, Parma, Pisa, Roma, Rovato, Torino, Treviso. Dagli addetti commerciali agli impiegati amministrativi, dal responsabile per la sicurezza ai product manager addetti alle relazioni internazionali, dal responsabile assistenza clienti all’operativo notturno, in Bartolini troverete certamente una posizione aperta che rispecchia le vostre volontà di lavoro in questo importante comparto dei trasporti.
Tra le tante figure professionali, segnaliamo anzitutto quella di impiegato amministrativo, colui che ha il compito di supportare il Responsabile dell’Ufficio, verificando le fatture fornitori, controllando gli incassi giornalieri dei padroncini, contabilizzandoli ed effettuando le chiusure di cassa. La risorsa, inoltre, collabora nello svolgimento di alcune attività relative all’amministrazione del personale decentrate dalla sede (rilevazione presenze, rapporti con gli istituti, tenuta libro matricola). La società rende noto che il candidato ideale è una persona di 20-30 anni, in possesso di diploma di ragioneria o equivalente, preferibilmente con, anche breve, esperienza di lavoro in ambito amministrativo ed una buona conoscenza degli di strumenti informatici.

Lavoro: offerta Costa Crociere


Costa Crociere è uno dei leader mondiali nella navigazione crocieristica di corto e lungo raggio. La società offre una vasta gamma di singole crociere e, di conseguenza, una ricchissima serie di posizioni aperte presso l’azienda. Cerchiamo dunque di comprendere quali siano le posizioni professionali attualmente disponibili in Costa Crociere, quali requisiti sono richiesti e in che modo potersi candidare.
Per quanto concerne le posizioni a bordo, sottolineiamo la ricerca di primi e disecondi ufficiali di coperta, in possesso di patente C.L.C. (Capitano di Lungo Corso) e relativo Certificato IMO ’95 (Arpa – GMDSS), significativa esperienza di bordo, età indicativamente non superiore ai 35 anni, buona conoscenza della lingua inglese, scritta e orale. La conoscenza di una seconda lingua costituirà titolo preferenziale.
Per quanto riguarda le posizioni nelle strutture ricettive, la società ricerca personale alla ricezione, manager per il bar e per i punti di ristoro, guide, trainer, assistenti direttori ai servizi, e tanto altro ancora. Coraggio e pazienza!